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mercoledì 10 ottobre 2018

«Quando l'investimento rischia di andare ‘in fumo’...»



Compagnie di marijuana quotate al NASDAQ
Non sempre è un male! E' così che dovrebbe terminare il titolo. Ma a me piace lasciare sempre una traccia di ironia, sicché...

L'America è sempre all'avanguardia (nel bene e nel male) nella ricerca di nuovi strumenti di investimento, di nuove asset su cui investire. E mentre in Italia (come in Europa) ci rigiriamo i pollici, blaterando di spread, maggioranze, caste, banco centrismo ed €uro tecnocrati, dall'altra parte dell'Atlantico -già da un po'- succede che... la Marijuana (sì, avete letto bene) diventa a tutti gli effetti un'altra asset su cui diversificare. Un mercato che vale già oltre un miliardo di U$A. 
E siamo appena agli esordi!

La maggior parte delle aziende di cannabis, basate negli Stati Uniti, commerciano fuori borsa ma, alcune “compagnie di marijuana”, sono quotate al NASDAQ.
Di solito, gli investitori, preferiscono le azioni quotate sul NASDAQ, ad altre borse, a causa della loro maggiore liquidità -con ‘spread’ più ristretti- rispetto ai mercati OTC
Senza contare che, il listino di Times Square, è da sempre sinonimo di tecnologia e biotecnologie. Infatti. la maggior parte di esse, opera nell'area biotech dell'indice.
Naturalmente, se si è interessati ad investire nel settore, senza prendersi “rischio specifico”, ci sono anche le soluzioni ETF. (la raccolta, per ora, è appena a circa 720 mln $). I costi (fees), manco a dirlo, sono più che ragionevoli, a seconda delle società di gestione. In ogni caso, al di sotto dello 0,8%.

A monitorare il segmento c'è il “Daily Marijuana Observer”: una delle principali fonti di notizie sugli investimenti sulla cannabis. Il suo obiettivo, è legittimare, esaltare, il flusso di capitali verso questo settore relativamente nuovo, ‘alternativo’, fornendo agli investitori una risorsa affidabile per la ricerca e l'esplorazione.

Nella foto allegata, ci sono alcune aziende di marijuana quotate al NASDAQ, al 9 ottobre 2018, con una ripartizione dei loro rendimenti totali. Molte delle quali, hanno espresso eloquenti risultati da inizio anno. Altre, invece, non si sono ancora ‘espresse’. per così dire. Ma non è tutto, manca la buona notizia. Qual è? Be': nessuna delle suddette è... ‘sballata’. Non ancora, almeno!