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mercoledì 14 ottobre 2015

«Le ‘Poste’ in gioco!..» L'IPO di Poste italiane col contagocce

Alcuni "numeri" di BancoPosta
Il Ministero è pronto a cedere il 38% capitale Poste.It, pari a 498 milioni azioni. 40% di azioni, se si considera la bonus share. 70% dell'offerta destinata a ‘istituzionali’, il 10% a dipendenti (cioè 15 mln di az.); il residuo 20% al mercatoretail’. I sottoscrittori, dopo i 12 mesi, riceveranno premio in azioni (bonus share): 1 az. ogni 20 possedute (leggi 5% di premio) - 1 az. gratis ogni 10 per i dipendenti Poste.it - a nov. 2016. Poi c’è il dividendo: Poste italiane vorrebbe pagare per 80% su utili consolidati gruppo. Secondo stime analisti, circa 0,35€ annui per az. (circa il 4,6% ante imposta). Quest’anno e il seguente, Poste afferma un risultato netto di 600 milioni. Gli utili distribuiti dovrebbero essere attorno a 450 mln€.  Un ‘affare’, insomma, che frutterebbe al sottoscrittore circa 9,6% il primo anno (al lordo delle imposte sui dividendi). Al netto di rischio oscillazione sul titolo quotato. Secondo analisti, gruppo Poste-it potrebbe valere complessivamente 10-11 mld€. 7,5€ per az. pari a capitalizzazione Borsa di 9,79 mld€. Cioè, se il prezzo ufficiale collocamento sarà meno di 7,5€, probabile un rialzo di un certo spessore. 
Altri numeri per "IPO"

Diversamente, molto dipenderà dai risultati aziendali (margini operativi e utili netti) e da scenario di fondo dei mercati. In ogni caso, rischio coperto fino al 10% nel primo anno. In ogni caso, sempre secondo gli analisti, il ‘Fair Value’ del titolo si stima possa essere di 8,5€ per az. Per cui, l'eventuale collocamento al prezzo massimo, potrebbe implicare una riduzione dell'appeal sulla matricola. Poste Italiane è una società con un fatturato in crescita e con ottime possibilità future di continuare ad incrementare quote di mercato. Necessità di una globale ed “urgente” riorganizzazione per fermare il declino costante della redditività, degli utili e del dividendo distribuito; occorre diminuire la situazione debitoria che attualmente è 6,8 volte superiore ai mezzi propri della società. Tutto sommato, però, Poste italiane presenta una crescita costante nel quinquennio, passando da un fatturato di 21,6 Mld di euro a 31,1 Mld previsti per il 2015, in crescita del 43.98%. Altrettanto bene il trend crescente dei mezzi propri che passano da 2,8 Mld a 8,2 Mld previsti nel 2015, in crescita del 192,58%.
Infine, ultima considerazione tecnica e ipotesi di confronto con altre azioni di categoria: riferim a Deutsche PosteSi tratta di un'ipotesi, abbastanza realistica:
IPO Prezzo 6€ - Capit. borsa     7,7 / 0.6 mld€ utili = 12,85 P/E
IPO Prezzo 7,5€ - Cap. borsa    9,7 / 0.6 mld€ utili = 16,20 P/E
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Rifertim. Deut. P.: P/E di 16 (17 se guardiamo TTM). Ma i tedeschi, però, non hanno tutti quei miliardi di € in ‘riserve’ di risparmio (i BFP degli italiani). Ora, al di là di tutti i numeri citati e dei possibili scenari, resta il fatto che, l'alternativa al risparmio, sono i tassi di interesse su titoli di Stato prossimi allo zero. Forse è il caso di farci su un ragionamento responsabile, vi pare?



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