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mercoledì 7 ottobre 2015

«‘Distretto’ di pulizia»: il rilancio dell'economia nell'eccellenza regionale.

'Eccellenze' regoinali da quotare in borsa
Un importante segnale da quell'industria che sa guardare oltre la punta del naso: dal 9 all'11 ottobre, l'intera ‘eccellenza’ dell'Italia ‘biologica’, si dà appuntamento a Torino. La (buona) notizia è: «Ufficializzata la nascita di unbiodistrettoregionale.» 
E' solo un'idea, ed io già ne parlavo qualche mese fa, ipotizzando un tale scenario; si tratta di un primo esperimento, ma l'idea di costituire e lanciare, sui mercati, più distretti di eccellenze locali. Senza dubbio una soluzione vincente per una nazione come l'Italia: un Paese in cui, la biodiversità agroalimentare, finalmente può diventare un valore ‘reale’; una asset più trasparente e magari anche una ghiotta ‘nicchia’ di mercato su cui poterci investire finanziariamente. 
I consumi delle famiglie italiane
In un Paese in cui c'è la necessità di ‘riqualificare(per non dire reinventare) un più credibile mercato azionario (in un momento storico in cui i tassi d'interesse sono quasi a zero), maggiormente apprezzabile anche a livello internazionale, con un maggiore peso specifico anche sugli indici, l'ipotesi di ‘quotare’ le eccellenze locali potrebbe essere un ‘tema di investimento’ capace di suscitare un elevato interesse. Senza contare che, seguendo un tale schema, le aziende si renderebbero autosufficienti e non più ricattabili da quel ‘sistema di bancocentrismo’ anacronistico ed obsoleto, che per anni ha impedito un salto di qualità a tante imprese che lo meritavano. Senza contare che, così facendo, l'occucazione s'impennerebbe. Lo ribadisco di nuovo: date tutto nelle mani delle aziende, basta burocrati ed euro-geronto-tecnocrati: gli imprenditori sanno quello che c'è da fare!
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