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giovedì 6 novembre 2014

«Quello sgradevole ‘vizietto’...» Cronaca di una generazione perdente

Si tratta della maledizione dell'italiano medio; uno dei volti dell'italica approssimazione: una proprietà intellettuale inalienabile, indelebile, verace. 
E' lui: è anche il bancario medio. Stavolta è di lui che si parla! 
Costui riflette l'archetipo dell'italiano medio, cioè uno che vive alla giornata come se gli fosse ‘dovuta’; che aspetta il 27 del mese senza curarsi troppo di ciò che fa. punta ‘sul sicuro’ lui: è un tipo prudente... Sia chiaro: lungo il mio percorso professionale ne ho incontrati anche di preparati e dannatamente efficienti, mica solo reietti o mediocri!.. 
Già ai primi livelli impiegatizi, ti accorgi che siamo circondati da gente che si sente indispensabile, sempre dalla parte del giusto, senza rendersi conto che sta nuotando in un mare di ignoranza sconfinato. Insomma, uno a cui tutto scivola addosso, perché tanto lo stipendio è garantito. Nemmeno riesce a vedere il treno che gli sta arrivando addosso, ma altroché se se lo beccherà: bello frontale sarà l'impatto!..
Il bancario medio non riceve una particolare educazione, non ne ha bisogno. Inizia dallo sportello, ed oggi gli occorre solo un'infarinatura minima su come rappresentare la sua banca verso il pubblico, verso gli utenti, alle casse. 
Per questioni più complesse, rinvia al ‘direttore di sala’ che, essendo stato per decenni allo sportello, dovrebbe avere più esperienza (e quindi fare problem solving), più creatività professionale, più slancio pro attivo. Invece è solito saper fare solo due cose: 
1) esercita il suo ‘potere’, a seconda di chi ha davanti, per impedire che la soluzione venga trovata (tanto, per lui, sarebbe stata una perdita di tempo...);
2) spedisce lo ‘sfortunato’ di turno (e qui, ho usato i guanti di velluto), ai piani superiori (letteralmente), per parlare con qualcuno che, magari, ti dice “... spiacente, non me ne occupo io” o se è bravo, ma ‘bravo’ davvero, ti porta dal/dalla direttore/direttrice, sennò... sticazzi: t'arrangi alla bell'e meglio. Tanto, il culo sulla graticola è il tuo, perché loro hanno il ‘27’... Oppure, nei casi più rari, puoi avere la fortuna di parlare col ‘mega direttore clamoroso’ di turno che ti dice: “Vuole cinquantamila €uro? Ha case? (al plurale) Nooo? Mi faccia vedere quanto ha da noi... bene, sono... 65.000€? Ci dispiace, ma non bastano. Se vuole, però, può aprire un mutuo da noi... per avere il finanziamento. Vuole pensarci un po' su?..” A 'sto punto, poi, non ci dobbiamo meravigliare se -in meno di dieci anni- è stato sputtanato quasi tutto il patrimonio di una banca antica di 542 anni: un'eccellenza italiana, l'ennesima, di cui andar fieri, esempio di solida tradizione nel territorio. Parlo di MPS ovviamente, la prima ‘banca(intesa come struttura bancaria a tutti gli effetti) del Mondo, perché di strozzini o cravattari ve ne sono tracce ancor più antiche, persino nella letteratura del tardo '600.
Sicché, e concludo, è la mediocrità che impera, da noi, al giorno d'oggi. Che ci piaccia o no. Certo, non tutti ci si riconoscono, ma in fondo -fatte le debite eccezioni- siamo tutti fatti un po' così: un popolo che propende all'inconsapevole ignoranza; presuntuosi, cialtroni, abilissimi a farci del male ed ancora più abili a dircelo ed a piangerci sopra. Ma ecco: basta che poi arrivino smartphone, calcio, un po' di culi, delle tette... e tutto ricomincia esattamente come prima!
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(Piemmerre creativity by PS Consulting
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