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mercoledì 18 luglio 2012

“Italia sotto scacco” La finanza spregiudicata all'arrembaggio Parte I^: Fragilità di una leadership

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Ahi serva Italia, di dolore ostello. Nave senza nocchiero in gran tempesta. Non donna di provincie ma bordello!”






La frase fa riferimento all'Italia de 1300. "Di dolore ostello", perchè è stata preda di molte oppressioni e conquiste; "Nave senza nocchiero", perchè non vi era un vero e proprio potere centrale dunque era come in una grande tempesta; "Bordello", poichè la sua condizione era paragonabile ad una donna di facili costumi.
Ebbene, mai frase fu più profetica ed azzeccata per il titolo di questo articolo, nonché idonea a fare un confronto fra passato e presente. Difatti, nonostante siano trascorsi oltre settecento anni da quando Dante la pronunciò, non vi pare che sia cambiato davvero poco? E, rimanendo in tema di parallelismi, in relazione alle passate dominazioni avverso quelle moderne, dovremmo porci almeno due domande iniziali:
  1. Cosa si nasconde dietro gli attacchi all’Italia e chi ci guadagna?
  2. Il nostro paese è vittima di una finanza troppo corsara, oppure sta pagando il giusto tributo per decenni di amministrazioni parassitarie e politiche senza crescita?
    Tentiamo di individuare dov'è il giusto equilibrio fra realtà e percezione dei fatti, cominciando dal rapporto deficit/PIL. Partendo da questo primo dato, emerge che... 


L’Italia è un paese in crisi economica e con un debito pubblico che pesa per circa il 120% del PIL. Cionondimeno, ha ancora enormi ricchezze e tante imprese pubbliche che fanno grossi guadagni, che pagano generosi dividendi e che sono molto appetibili. Ma c’è un'altra ricchezza di cui si parla di rado, un'enorme risorsa: l’Italia ha la quarta riserva di oro al mondo. A tale riguardo, un vecchio proverbio dice: A pensar male si fà peccato ma spesso ci si azzecca1. Ed allora mi chiedo: sarà mica che, l’attacco all’Italia, è finalizzato a “depredarla” delle sue imprese pubbliche più profittevoli e delle sue ingenti riserve auree?

Di sicuro c'è una cosa: l’oro è un bene/valore strategico e lo sarà sempre di più nel futuro immediato, per cui farà sempre gola. Ma, sia la questione Oro e sia la questione aziende e/o beni pubblici, la rinviamo alla seconda parte dell'articolo. Adesso concentriamoci sul tema specifico, ovvero la fragilità della leadership. E vediamo di rispondere alla mia provocazione misurandone anche l'ipotetica minaccia.

Vediamo se davvero, la mia ipotesi (e non è solo la mia) può reggere o è solo il prodotto di un delirio complottisico o di fanta-economia. Proviamo a leggere anche “fra le righe” di tutti gli avvenimenti degli ultimi 12 mesi, e non solo. Proviamo anche a “reinterpretare” il vero significato dello spread.

E dunque, il primo passo da fare è individuare l'eventuale correlazione fra: passività ed attività dello Stato, politica di governo centrale ed ingerenze esterne della comunità finanziaria; in altri termini... l'immagine dell'Italia vista dai governi stranieri e dagli investitori/agenzie di rating.

Per avere una visione più completa, occorre fare un salto indietro di un anno circa; più precisamente, occorre risalire al mese di Maggio del 2011. All'epoca...

L’agenzia di rating Standard & Poor’s, aveva tagliato la prospettiva italiana da stabile a negativa, con la motivazione che: “Il potenziale ingorgo politico poteva contribuire ad un rilassamento nella gestione del debito pubblico, da cui ne conseguiva un impegno incerto nelle riforme a sostegno della produttività”, testuali parole dichiarate, dalla nota agenzia, alla comunità finanziaria. Quindi, per S&P’s, diminuiscono le prospettive dell’Italia per ridurre il debito pubblico. E tutto ciò, ovviamente, deprime la “ripresina economica2

E come un fulmine a ciel sereno, dopo Standard & Poor’s, anche Moody’s inizia il pressing contro l’Italia, annunciando che “Il rating italiano Aa2, è sotto osservazione e potrebbe essere ulteriormente ridotto”. Le motivazioni, ovviamente sono le solite: “Le debolezze strutturali dell’Italia, la crescita degli interessi, l’incapacità di tenere sotto controllo i conti pubblici e quindi il debito pubblico”. La solita filastrocca già raccontata, che ha più il sapore di un ultimatum, pittosto che di un voto tecnico. Ma teniamo conto che siamo appena all'inizio. Infatti...

Dopo appena due mesi dalla “minaccia” di downgrade, l’attacco all’Italia si concretizza. Inizia il crollo della borsa, aumentano gli interessi sul debito pubblico Italiano. Dunque, viene presentata una proposta di manovra dal Governo basata sull’inasprimento di bolli e di balzelli sui titoli di stato, scelta che, peraltro, potrebbe far allontanare gli investitori da questi titoli sul nostro debito, con l'effetto di far aumentare ulteriormente gli interessi passivi. Conseguenza: successivamente tale manovra sarà ritirata.

E non è tutto... nella sola giornata del’11 Luglio i nostri BTP a due anni crollano del 19,88%, passando da 3,53% a 4,203%; negli ultimi giorni recuperano un po', ma siamo sempre a livelli che triplicano quasi i tassi dell’Aprile del 2010. Poco più di un anno prima, infatti, il 16 aprile 2010, i bond a 2 anni rendevano appena l'1,27%. Praticamente, quasi tre volte il rendimento del 2010; il 230% in più. Altro che titoli azionari o derivati; bond più volatili dei Futures! E, da Settembre in poi, lo “spread” coi titoli decennali tedeschi s'impenna.

Detto questo, proviamo a farci un altro po' di domande scomode, quelle a cui nessuno, in TV o sui giornali, vorrebbe rispondere. Anzi lo farò io, sulla base del mio spirito critico e d'osservazione. Le ulteriori domande potrebbero essere:

1) Perchè attaccare l'Italia?

Il Financial Times, in un articolo del 10 Luglio 2011 titolava: “Gli hedge fund Usa scommettono contro i bond italiani”. Fase 1: attacco mediatico

In realtà già da anni, i giornali anglo-americani ed in particolare gli organi ufficiali del capitalismo come il “The Economist” o il “Financial Times”, fanno il pressing all’Italia. Si scagliano anche contro Silvio Berlusconi, massimo rappresentante del capitalismo italiano, praticamente da 17 anni alla guida del paese, alternandosi con i rappresentanti del liberismo del centro-sinistra (Ciampi, Dini, Amato, Prodi e D'Alema). Per questa ragione, ultimamente abbiamo assistito a continui viaggi in Usa di politici italiani, alleati (oggi ex) ed avversari di Berlusconi. Ma chi si è recato in pellegrinaggio negli USA oltre al Cavaliere? Ebbene, negli USA si sono recati il suo ex alleato, Gianfranco Fini, e Massimo D’Alema, rappresentante del partito anglo-statunitense in Italia, di cui la fedeltà al liberismo è ben provata fin dall’epoca dei bombardamenti della ex Jugoslavia, quando era capo del governo italiano.

Qual'è l'identikit dei detrattori del Cavaliere e della nostra nazione?

I neo moralisti e puritani nostrani, che hanno attaccato Berlusconi per via degli scandali sessuali e che poi si sostituiranno alla guida del paese, sono i rappresentanti di Goldman Sachs, della BCE, del FMI, del partito dei globalisti e degli anglo-statunitensi. Gli stessi che, continuamente, attaccano l’Italia;

2) Perchè i continui attacchi anglosassoni al Cavaliere ed all’Italia?

Berlusconi certamente non è attaccato per i suoi scandali sessuali! E’ da ingenui credere una cosa del genere. Ma vediamo bene questo passaggio politico.

Berlusconi, da quando è al governo, fra una orgia e l’altra non ha avuto il tempo di continuare con la svendita del patrimonio italiano, occupandosi esclusivamente degli affari suoi, ovvero di come risolvere i propri problema giudiziari. Ai globalizzatori ha concesso poco, certamente molto meno di chi lo ha preceduto e quindi è normale che sia attaccato. Berlusconi, però dovrebbe comuqnue essere ringraziato dai globalizzatori anglo-americani.

Già, perchè con la sua política ha contribuito non poco ad incrementare il debito pubblico italiano, dando quindi una grossa mano ai globalizzatori che, sulla base del forte debito pubblico, lasciato in eredità anche da Berlusconi, potranno chiedere a gran voce che si proceda con la massima urgenza alla privatizzazione di tutto quanto è possibile svendere.

Ricordiamo che Berlusconi, la prima volta che arriva al Governo era stato preceduto da Carlo Azeglio Ciampi, e questi poco dopo essere diventato capo del governo, il 30 giugno del 1993 nomina un Comitato di consulenza per le privatizzazioni, presieduto da Mario Draghi, uomo Goldman Sachs, non a caso, oggi, arrivato alla presidenza della BCE.

Ciampi aveva proseguito la svendita del patrimonio italiano iniziata dal socialista Giuliano Amato, braccio destro di Craxi (inspiegabile miracolato dai giudici che provvidero a far piazza pulita della classe politrica italiana di allora) e dal “lottizzatore” democristiano Romano Prodi. Prodi venne così definito, per il suo comportamento quando era presidente dell’IRI, da Franco Bechis in un articolo pubblicato su Milano Finanza: “Prodi, all’Iri: <<lottizzò come un democristiano>>“.

A tutti è chiaro che, il signor Berlusconi, è sceso in política per risolvere esclusivamente i suoi problemi. E, nel pensare troppo agli affari suoi, ha finito per frapporsi agli interessi delle grandi multinazionali, della globalizzazione, dei fautori di progetti vuoti come il “Nabucco”.

Il Cavaliere sa bene che le necessità energetiche (primariamente quelle sue e poi, indirettamente quelle degli italiani) non possono essere coperte dai globalisti, dagli anglo-statunitensi. E, con la sua adesione al progetto di oleodotto South Stream, che si contrappone all’oleodotto “Nabucco(di interesse anglo-statunitense), ha finito per inimicarsi gli USA che evidentemente hanno deciso di scaricarlo, liberandosi di lui quanto prima. Ormai è considerato un ostacolo a disegni economici ben più grandi. Inutile nasconderselo: petrolio, energia e “Big-Pharma” sono da considerarsi, a tutti gli effetti, i tre pilastri su cui adesso l'economia si sviluppa. Guerre a parte, s'intende!

In effetti, a ben pensarci... se non fossi assolutamente certo di vivere fuori della trama di un romanzo, ma nella triste realtà che farà da sfondo ad un radicale cambiamento (spero meno tragico di quello atteso) socio-economico, penserei di trovarmi nel bel mezzo di un complotto ordito dal famigerato “Circolo Matarese”, quell'élite tanto cara all'ottimo giallista Robert Ludlum. Che Dio l'abbia in gloria!


L'articolo proseguirà nella II^ parte



Note a margine:


1Espressione verbale popolare, sovente riconducibile alla sagacia politica del Senatore a vita: On. Giulio Andreotti


2Ripresina”: Battuta presa in prestito dal noto comico Beppe Grillo, in un suo memorabile show alla RAI del '93
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